mercoledì 30 dicembre 2015

Molto sinteticamente...BUON 2016 e che sia per tutti voi un anno pieno di energia positiva.
Questo è per voi
Basak e Giampaolo



martedì 6 ottobre 2015

"L'estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande e questo non mi va"
I Righeira avevano ragione nulla da dire, e il ritornello ci accompagna spesso in questo periodo.
Oltretutto segna il momento di tirare due somme sulla stagione che volge al termine.
Tanto per cominciare è obbligo e piacere ringraziare tutti gli amici saliti a bordo di Yakamoz quest'anno: grazie di cuore, sinceramente, siete stati tutti splendidi e speriamo di rivederci presto.





Dicevo l'anno se ne va...
Accade un fatto strano a gente come noi, che passa gran parte dell'anno in barca.
Inizi ad aprile a metter piede a bordo, lavori come uno schiavo e poi il giorno del varo tutto svanisce, la sofferenza, maledizioni comprese intendo; e questo è normale.
Ma poi anche si entra in una nuova dimensione, dilatata, senza particolari riferimenti se non un calendario asettico privo di importanza.
Come dire inizia l'estate automaticamente, solo l'acqua ancora fredda dice che non è vero. Ma in cuor nostro basta un raggio di sole a convincerci del contrario.
E si procede senza accorgersene fino a maggio, giugno, luglio, agosto, settembre...Ottobre.
Oggi è più di un mese, dicono in giro, sia arrivato l'autunno e in effetti qualche pioggia sembrerebbe dar forza a tale affermazione.
Però continuiamo a fare i bagni, in un'acqua che stavolta segna 26°, e quindi non contraddice la nostra percezione "falsata".
Per noi è estate, punto e basta. E lo sarà fintanto che la grue non appenderà in aria Yakamoz!
Non è un fatto legato alla classica definizione stagionale, è uno stato d'animo. Laddove "estate" si associa a felicità, alla bella stagione della vita e via di altri simbolismi del genere.
Questo intendo dire quando affermo che per noi l'estate dura almeno 6 mesi (gli altri due anche se si è a bordo ma in secco, non sono la stessa cosa, assolutamente).
Purtroppo c'è un problema.
Tutto bello d'accordo, ma l'assenza di soluzione di continuità, ci proietta anno dopo anno a non accorgerci del tempo che passa.
Pensare a quando iniziammo la nostra avventura nel 2008 (peggio se includessimo anche il 2005) è come voltarsi e afferrare con mano il giorno prima, solo che non è così.
Basta dare uno sguardo alle foto. So che in molti di voi capiscono il mio discorrere.
La barca, questo tipo di vita, pur non priva di molte difficoltà, è veramente una culla spazio-temporale, dannatamente bella e pericolosa allo stesso tempo; tempo che passa e non ci avvisa, piuttosto maleducatamente.
La mia non vuole essere una litania retorica e ipocrita, è una fantastica vita, piena e colma di energia; solo provo a dare un'analisi schietta, sincera di ciò che proviamo.
Sarà l'autunno, la saudade che si insinua.
L'estate sta finendo...

Dopo il momento malinconico qualche parola sulle avventure della stagione.

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere diversi nuovi amici che son voluti venire a trovarci per condividere la loro scelta di vita dopo, dicono loro, aver letto il libro; alcuni ai limiti del folle, simpaticamente parlando, come Sabina e Oreste che senza saper nulla di mare, mettono in moto il meccanismo inarrestabile, spingendoli ad acquistare con tanti sacrifici una barca usata su cui organizzare il prossimo futuro. Il tutto nel giro di 8 mesi!
Iniziamo a provare paura :-D . Troppa responsabilità sulle spalle, e oramai diversi figliocci all'anagrafe.
Scherzi a parte ben consapevoli che "Si può fare" costituisce una singola goccia di un vaso già colmo, l'investitura che queste persone tengono a darci è un'emozione unica, veramente.
Fior di autori scrivono splendidi libri, e qualcuno diventa best seller; c'è chi vende milioni di copie in tutto il mondo.
Noi non abbiamo tale privilegio, ma un onore maggiore che pochi al mondo hanno: la consapevolezza che il nostro scritto possa cambiare realmente, concretamente, la vita di altri è un valore incommensurabile. Grazie a voi tutti per volerci regalare tali emozioni.

Ovviamente la cornice dei nostri incontri si chiama Egeo.

Egeo che si rivela sempre pieno di sorprese e immenso.
Come più volte affermato già nel libro, non basterebbe una vita per visitarlo, figuriamoci poi per apprenderlo, comprenderlo, viverlo.
Quest'anno oltre a nuove bellissime isole greche a noi prima sconosciute, siamo riusciti a scovare angoli paradisiaci nel golfo di Hisaronu, una delle mete più battute da Yakamoz da quando ci siamo trasferiti.






No, non ce la si fa veramente a girarlo come si deve in pochi anni, almeno per come intendiamo noi il viaggio; amici confermano tale ignoranza, nel senso di non conoscenza di molti angoli incantevoli, a volte dietro rotte a loro consuete. Ed ecco un altro aspetto pregevole delle amicizie con stessa lunghezza d'onda: lo scambio delle cosiddette dritte.
Guido (per fare un nome) mi ha permesso di scoprire pezzi di isole particolari, conoscere persone uniche, e io ho fatto lo stesso con lui.







Gelosamente, raccomandandoci vicendevolmente la giusta discrezione.




Lo voglio dire perchè è un pezzo di me, forse per molti detestabile, ma tant'è sono io.
Il mio editore (e non solo lui) sarebbe ben lieto se mi accingessi a produrre un portolano.
No, non i soliti, bensì uno specifico per chi fa la nostra vita, approdi sconosciuti ai più, "dritte" su dove comprare il pane fatto dalla nonnina, piuttosto che la zolla più idonea dove dar àncora e passare magari 65 nodi in serenità.
Chi mi conosce sa che non lo farò mai!
Per due ragioni.
La prima è che più vedo, giro, e più mi sento ignorante; sinceramente 6 anni in Egeo e tante miglia e tanti mesi, forse potrebbero darmi la patente, l'autorevolezza necessaria, ma io ritengo sarebbe immodesto e presuntuoso: dal mio punto di vista sono "appena" 6 anni. Credetemi ce n'è da vedere e scoprire, l'ho detto e lo confermo, di conseguenza come potrei non sentirmi superficiale mettendo giù quel poco che so.
Secondo, la nostra scelta di vita si basa su una serie di concetti, tra cui l'allontanamento da un consumismo sfrenato.
Dopo tanto tempo passato a gironzolare in Egeo (meglio in una parte di esso), apprendendo sulla pelle oneri e onori; dopo aver conosciuto persone, molte di queste diportisti autoctoni, che a loro volta ci hanno regalato piccole perle, apprese negli anni, da amici di amici magari.
E dopo aver capito che in queste antiche acque ci sono ancora margini di semplicità, genuinità, fierezza inimmaginabili nel 2015, epoca in cui molti sanno tutto di tutti in tempo reale, ebbene, non sarebbe più intelligente proteggere in qualche maniera tali ultimi sprazzi di immenso valore?
A questa domanda ho risposto di si.
Non me ne vogliano i diportisti occasionali, anche perchè ritengo che portolani e internet forniscano ampie risorse oramai per arrivare e bene dappertutto.
Col poco tempo a disposizione non sarebbero neanche in grado di capire il valore della nonnina che fa il pane (e che pane) la mattina, vendendolo a poco giusto per il piacere di farlo; cose che vanno assaporate con più tempo e consapevolezza.
A meno dal voler trasformare una forma di passione artigianale nell'ennesimo piccolo fiorente business, a beneficio del turismo di massa.
Così vale per il tornitore che svolge per hobby la sua arte appresa in Germania e via di questo passo.
Gli altri invece so che comprenderanno il mio atteggiamento protettivo.
Vi prego non confondetelo con egoismo, in quanto come anticipato, lo scambio avviene e con piacere con chi la pensa e quindi vive come noi; lasciateci ancora per poco qualche briciola di paradiso, di amarcord se vogliamo, perle da tramandare a chi sa apprezzarle e goderne.
Non mi va di svenderle per qualche euro o una manciata di ego.

Ah, tra le tante emozioni abbiamo pescato un tonno pinna gialla di 17 kg.
Dopo un'ora di estenuante combattimento l'uomo ha avuto la meglio sull'animale.
E ogni volta ci rammarichiamo, ma per noi è pesce fresco e naturale: questo è durato più di un mese. Non peschiamo per sport, la lenza ha rivisto l'acqua non prima di aver finito l'ultima conserva.





Grazie Egeo, grazie Nettuno.

Buon vento a tutti
Basak e Giampaolo


lunedì 13 luglio 2015

...E mentre Yakamoz va, tra un'isola greca e una baia turca, le giornate si snodano lungo quel calendario fatto di numeri, appuntamenti presi, ospiti e amici imbarcati e date importanti che, speriamo, segnino un pezzo di storia.
In particolare il 5 luglio 2015 in Grecia come sapete si è tenuto un referendum importante, dove un NO simbolico ha detto basta all'atteggiamento da parte dell'UE, che di europeista non ha nulla.
Non voglio star qui a scrivere l'ennesima fiera di luoghi comuni, o descrivere fatti ampiamente sviscerati dai media, convenzionali o meno, ma dare una chiave di lettura personale di chi frequenta e vive questo splendido paese.
Parlo al singolare per comodità, ma ciò che scrivo vale anche per Basak.
I greci hanno votato per oltre il 60% NO! No a riforme massacranti volute dalla Troika, NO a quest'Europa di dubbia riuscita; c'è chi vi dirà che il referendum si basava su degli accordi ampiamente scaduti per la data del 5 luglio, e che quindi è stata un'inutile farsa.
Ma io so, per certo, che i greci sono andati a votare ben consapevoli di ciò che stessero facendo, e proprio con l'intento di dare prova di democrazia, autoaffermazione di un popolo in questa associazione europeista governata da burocrati e banchieri.
Ebbene io faccio chapeau alla Grecia; d'altronde tale vagito di liberazione non poteva che venire da chi la democrazia l'ha inventata.
Oggi, mentre scrivo, Tsipras pare abbia venduto il suo paese all'UE, accettando le volontà dell'eurogruppo, fregandosene dell'esito del referendum.
Perchè ciò sia avvenuto è avvolto nel mistero: Tsipras è un uomo troika? ...Ma allora a che titolo il referendum? Poteva dimettersi prima, facendo bella figura per i 6 mesi di trattative a pugno chiuso e lasciar spazio ad un governo tecnico, e buona notte ai suonatori..
Tsipras è uomo sciocco, incompetente che è andato avanti a tentativi, fino al gesto del referendum, frutto di una reazione infantile agli ordini paterni indigesti?...Ci può stare, ma mi vien da ridere
Tsipras ha provato a combattere, arrivando all'atto del referendum come ultima spiaggia? E subito dopo ha ricevuto a casa una lettera con dentro una pallottola? ...Anche ciò può essere credibile...
Veramente mai come in questo caso l'alone di mistero che ricopre la vicenda greca è fitto e incomprensibile.
Sono ore calde, in ogni senso, e ancora il parlamento greco deve pronunciarsi, ma sta di fatto che il primo ministro ha accettato un accordo al 95% uguale a quello rifiutato prima del 5 luglio e da cui scaturì appunto la sfida greca: una beffa.
Il ministro della difesa greco parla di timori di guerra civile, e a mio giudizio non a torto.
Siamo tutti in finestra a guardare gli eventi, e nessuno può avanzare alcuna ipotesi di sviluppo degli stessi, al momento.
E veniamo alla mia opinione.
Io mi posso definire un dietrologo, ovvero penso che nulla accada per caso e ci sia sempre qualcuno 10 passi avanti a noi, che abbia già progettato gli scenari condizionandone i cambiamenti.
In questo caso specifico Tsipras, così come Grillo in Italia, o Iglesias (Podemos) in Spagna, potrebbe essere un cavallo di Troia (per rimanere in tema), utile a convogliare le energie di protesta di gente che realmente non ne può più e potrebbe divenire pericolosa per i poteri forti.
Nessuno dei signori sopracitati, mette nei loro programmi l'uscita dall'euro, solo Le Pen in Francia...
Ora, il punto sta qui e di conseguenza l'onestà intellettuale.
La Grecia, come esempio, non è un paese che può rispettare in alcun modo i parametri dell'UE, a meno che non si definiscano nuove regole, riscrivendo di sana pianta i trattati.
Piccola precisazione: io a suo tempo lessi tutto il trattato di Maastricht (cosa che consiglio ai più volenterosi), da cui si evince nero su bianco che a comandare in Europa sulla politica monetaria sono le banche (BCE), in qualità di "ENTE SOVRANAZIONALE" ...Quindi privati che decidono il nostro futuro...
Ok torniamo sul pezzo.
La Grecia non ha alternative, o chiede il cambiamento delle regole, oppure DEVE uscire dall'euro per salvarsi.
Ne più ne meno.
L'euro così come concepito è una camicia di forza, che accontenta probabilmente ben pochi paesi.
Ora capirlo è semplice, non mettere in pratica alcun movimento per tagliare queste catene è disonesto.
Ne più ne meno.
Potremmo girarci intorno, spendere fiumi di parole per specificare tutto il dettagliabile, ma la sostanza è questa.
Altro aspetto, l'ipocrisia del progetto Europa.
Io non amo la globalizzazione, sono un fautore delle differenze, non ambisco ad un futuro di razza unica, dove le peculiarità di un popolo pian piano si annullerebbero per far posto ad un essere umano omologato.
L'europeista ambisce all'unione politica, strizzando l'occhio agli USA dove lo stato federale unisce sostanzialmente un popolo senza storia.
I paesi europei sono pieni di storia, di guerre combattute, di differenze lampanti.
Voglio dire che un conto è il metter su una serie di misure per facilitare gli scambi commerciali, economici, turistici nel miglior rispetto della civiltà, un conto è volere costringere popoli a dividere lo stesso tetto dopo troppo passato dietro a segnare un confine simbolico.
E' un male? Io dico di no, perchè mai lo sarebbe?
Io voglio essere italiano con le mie caratteristiche, fiero della mia storia e di ciò che sono grazie al mio passato. Se l'Italia ha portato nel mondo gioia, dal cinema, alla moda, alla cultura, non credo lo debba all'UE (anzi oggi stiamo svendendo ogni eccellenza italiana per causa di...), ma alla propria particolarità, genialità, talento, e stesso vale per gli altri paesi europei, del mondo direi.
Il sistema italiano non è perfetto? Va bene così, magari è proprio per ciò che Enzo Ferrari è riuscito a produrre le sue opere d'arte...Chi può dirlo.
E poi, semmai, saranno gli italiani a migliorare il proprio paese, democraticamente.
La storiella del "siamo tutti fratelli abbracciamoci" ho l'onestà di dire che non è mai stata un mio desiderio.
Quando vedo la bandiera blu con le stelline non provo nulla, francamente.
Insomma, per me è evidente che l'UE, almeno così come concepita, è stata voluta da persone che avevano in mente tutt'altro che il bene dei popoli e vorrei dedicare molte più righe per spiegare perchè e per come, ma questo è un blog di felicità, quindi un posto non adatto a dibattiti politco-economici.
La Grecia uscendo dall'euro ce la farebbe, ne sono convinto, così come ce l'ha fatta fino al 2000; certo dovrà riprendere ad essere autonoma, ristabilendo le 4 fabbriche di pomodori che esistevano nell'isola di Kos e che oggi non ci sono più, grazie a Carrefour...
Deve ricominciare a raccogliere le mandorle dall'albero del proprio giardino invece di andarle a comprare al supermercato perchè più facile (storia vera).
I greci in fondo, nonostante l'euforia dei soldi facili, iniettati scientificamente dai pusher europei & c., hanno ancora la loro genuinità e forza per tornare ad equilibri più umani, in linea con la loro filosofia di vita.
Banalizzo volutamente, in quanto si ci sarebbero da fare dei distinguo e delle correzioni al sistema, ma non sono importanti per ciò che voglio sostenere...Il popolo greco è proprio l'esempio che il mondo intero dovrebbe prendere per rifondare un nuovo ciclo di sostenibilità, solo che facciamo finta di non capirlo, anzi stigmatizziamo.
Concludo dicendo che nonostante la mia dietrologia amo illudermi come i bambini, voglio credere nel caos e che quindi nonostante un architetto feroce che progetta, fa e disfa, ci sia la speranza di un battito d'ali irrefrenabile che possa metter fine ad ogni egemonia negativa e distruttiva.
Il NO dei greci può essere quella farfalla.
Buon vento a tutti




venerdì 5 giugno 2015

Buongiorno a tutti
Argomento di oggi, sulla scia delle precisazioni promesse, è la trasformazione del salpa ancora da comando a cavo in radiocomando.
Yakamoz era già dotata di radiocomando nautico, che però un giorno ci lasciò per un problema alla scheda elettronica riparabile solo rispedendo al mittente l'ambaradam e con costi astronomici
Per un periodo (qualche annetto) abbiamo continuato applicando il solito cavo e telecomando, classicamente presente in ogni barca
Solo che in varie circostanze si sentiva la mancanza del radiocomando (ad esempio quando vuoi portare cime a terra e in due, uno sta in acqua con la cima tra i denti (Basak!) e l'altro al timone che deve valutare il giusto calumo per non impiccare la barca che, in caso di calcolo errato, si fermerebbe inesorabilmente raccogliendo gli improperi del nuotatore...Oltre che costringere ad un va e vieni del timoniere dal verricello al timone, per mollare la frizione quanto basta...
Ok, stiamo un po' esagerando ma insomma il concetto è chiaro: intendiamoci non è che non si possa vivere senza radiocomando, ma come tutte le comodità una volta provate è difficile rinunciarvi.
Alla fine parlando più volte con l'amico Manuel, emerse la possibilità di saltare la solita filiera nautica per nababbi, ricorrendo ai radiocomandi delle automobiline giocattolo!
Si perchè in effetti il circuito è abbastanza semplice, e richiede il movimento di 2 pulsanti/posizioni
Quindi, per chi volesse, potrebbe verificare l'acquisto o meglio il "sequestro" del giocattolo al proprio figlio/nipote/estraneo (in quest'ultimo caso alla Cattivik!), smontare il tutto e cannibalizzare le parti occorrenti.
Noi, abbiamo scelto la strada più semplice e eticamente accettabile... :-D
A Marmaris c'è un negozio molto ben fornito di elettronica e parlando con loro è saltata fuori una scheda elettronica già bell'è pronta completa di antenna e radiocomando per le 2 posizioni richieste (su e giù): costo 80 TL = circa 28€!
E' bastato realizzare i collegamenti del caso (preso il solenoide, vanno realizzate 3 femmine faston con 2 maschi ognuna, questo per collegare i 2 negativi del su e giù e la terza femmina con 2 maschi per il positivo in comune che fa capo a un fusibile. Stiamo parlando dei collegamenti dei contatti su e giù appunto. Poi si predispongono il + e il – proprio per l'alimentazione scheda e il gioco è fatto. I doppi maschi servono per applicare contemporaneamente anche il telecomando a cavo: non si sa mai e in caso lo si può continuare ad usare tranquillamente. Io non ho trovato i faston già pronti 1femmina-2maschi, quindi ho dovuto farli da me, ma so che esistono in commercio tranquillamente.
La foto ovviamente mostra il sitema "aperto", senza scheda avvitata a legno e fuori dalla scatola/carter di protezione, allo scopo di rendere chiara la spiegazione del sistema
Alla fine soddisfazione assicurata, il radiocomando funziona benissimo anche in pozzetto e il tutto con una somma direi più che accettabile
Buon divertimento e a disposizione

Ciaoooo e bv


sabato 16 maggio 2015

Cari amici non ci scuseremo più sul non aggiornamento del nostro blog, come classicamente invece avviene in altri lidi, ma...
La vita corre, sfugge, anche se non soprattutto a noi, divisa in pratica su 3 fronti: Yakamoz, Istanbul, Roma, il tutto in 12 mesi...ce ne vorrebbero 24 in un anno
...Se poi aggiungiamo l'infinita coda di documenti e burocrazie ancora da gestire caleremmo il solito abusato velo pietoso...
                                          

                                          Basak alle prese con la selezione dei vari docs 
                                          oramai giunti alla data del macero...EVVIVAAAA!



C'è un'altro aspetto che speriamo possa premiare la vostra attesa e che vedrà in effetti aggiornamenti più veloci, e cioè che a breve (qualche mese :-D ) partiranno diverse iniziative atte a divulgare sempre a più persone, la nostra scelta di vita, mettendo a disposizione di chi volesse materiale scientificamente redatto per condurre il desideroso da una vita normale, piena di costrizioni, schiavitù di varia natura, ad una finalmente libera...LIBERA!...Indipendente dal mezzo.
Quindi abbiate pazienza e continuate a volerci bene

Intanto cosa è accaduto in questi ultimi 11 mesi...

La scorsa stagione abbiamo conosciuto tanti nuovi amici, tutte persone piacevoli e con un fuoco dentro; Yakamoz ha fatto da culla per i loro sogni e noi umili cocchieri al suo servizio.
Yakamoz mantiene sempre, costantemente una magia unica; diviene lo "stargate" tramite cui affacciarsi su un nuovo mondo, dove le maschere cadono e ci si scopre di più...territorio franco in cui condividere passioni, disagi, dubbi e progetti per il futuro.
Grazie da parte nostra a voi tutti, perchè ci confermate quanto il libro sia stato ben recepito, percepito meglio, come primo strumento per comprendere quanto sia vera e possibile questa scelta di vita.


                                                                       Amici in relax! 




In autunno/inverno gli impegni terrestri hanno visto Giampaolo alle prese con un'altra mostra personale e diversi progetti per il futuro, ma certamente alcuni di voi hanno avuto modo di seguire il tutto tramite la pagina FB quella si più aggiornata, aggiornabile facilmente.
Basak ha continuato a tradurre manuali tecnici e a realizzare i nuovi tubolari del piccolo Walker Bay (a breve un tutorial), oltre che a sobbarcarsi come al solito della cambusa a cavallo tra Italia e Turchia...110kg (!) di bagagli tra pezzi di ricambio e cibarie da trasferire a bordo a inizio stagione!

                                          I nuovi tubolari oramai perfezionati, in versione 3.0 
                                          efficientissimi contro ogni onda e spruzzo!



Ed eccoci qui, in rada a Marmaris a terminare i soliti mille lavori che la figlioccia chiede e che anche noi, ammettiamolo, amiamo svolgere spesso per arricchirla e migliorarla



                                                        Colazione a bordo di Yaka...



Tralasciando l'ordinaria manutenzione e lavori di minore entità, e oltre i tubolari per il piccolo, abbiamo preso fiducia con l'esempio dell'altr'anno andato a buon fine, per completare la sostituzione dei cielini di tutta la barca, aggiungendo anche 2 ulteriori faretti in quadrato (anche qui altro tutorial in arrivo).

                                                                          ...prima...








                                                                              DOPO!
                            (oramai, possiamo dirlo, Yakamoz è una barca totalmente refittata)







Installazione di un nuovo radiocomando per il salpa ancora (quello vecchio aveva smesso di funzionare anni fa), sempre bypassando la filiera dei ricambi nautici (un grazie al sempre grande e insostituibile amico Manuel per l'idea)
Acquisto e installazione finalmente di un generatore eolico, marca turca da 500w, economicissimo, di fattura però sembra di alto livello (opinione di tecnico esterno) e al momento in perenne rotazione :-D (un grazie all'amica Valeria per il suggerimento)
Parleremo di tutto ciò costi compresi successivamente
Per il momento attendiamo di terminare gli ultimi lavoretti e tempo 3-4 giorni salperemo alla volta di....
Buon vento a tutti voi, cari amici

Basak e Giampaolo