lunedì 13 luglio 2015

...E mentre Yakamoz va, tra un'isola greca e una baia turca, le giornate si snodano lungo quel calendario fatto di numeri, appuntamenti presi, ospiti e amici imbarcati e date importanti che, speriamo, segnino un pezzo di storia.
In particolare il 5 luglio 2015 in Grecia come sapete si è tenuto un referendum importante, dove un NO simbolico ha detto basta all'atteggiamento da parte dell'UE, che di europeista non ha nulla.
Non voglio star qui a scrivere l'ennesima fiera di luoghi comuni, o descrivere fatti ampiamente sviscerati dai media, convenzionali o meno, ma dare una chiave di lettura personale di chi frequenta e vive questo splendido paese.
Parlo al singolare per comodità, ma ciò che scrivo vale anche per Basak.
I greci hanno votato per oltre il 60% NO! No a riforme massacranti volute dalla Troika, NO a quest'Europa di dubbia riuscita; c'è chi vi dirà che il referendum si basava su degli accordi ampiamente scaduti per la data del 5 luglio, e che quindi è stata un'inutile farsa.
Ma io so, per certo, che i greci sono andati a votare ben consapevoli di ciò che stessero facendo, e proprio con l'intento di dare prova di democrazia, autoaffermazione di un popolo in questa associazione europeista governata da burocrati e banchieri.
Ebbene io faccio chapeau alla Grecia; d'altronde tale vagito di liberazione non poteva che venire da chi la democrazia l'ha inventata.
Oggi, mentre scrivo, Tsipras pare abbia venduto il suo paese all'UE, accettando le volontà dell'eurogruppo, fregandosene dell'esito del referendum.
Perchè ciò sia avvenuto è avvolto nel mistero: Tsipras è un uomo troika? ...Ma allora a che titolo il referendum? Poteva dimettersi prima, facendo bella figura per i 6 mesi di trattative a pugno chiuso e lasciar spazio ad un governo tecnico, e buona notte ai suonatori..
Tsipras è uomo sciocco, incompetente che è andato avanti a tentativi, fino al gesto del referendum, frutto di una reazione infantile agli ordini paterni indigesti?...Ci può stare, ma mi vien da ridere
Tsipras ha provato a combattere, arrivando all'atto del referendum come ultima spiaggia? E subito dopo ha ricevuto a casa una lettera con dentro una pallottola? ...Anche ciò può essere credibile...
Veramente mai come in questo caso l'alone di mistero che ricopre la vicenda greca è fitto e incomprensibile.
Sono ore calde, in ogni senso, e ancora il parlamento greco deve pronunciarsi, ma sta di fatto che il primo ministro ha accettato un accordo al 95% uguale a quello rifiutato prima del 5 luglio e da cui scaturì appunto la sfida greca: una beffa.
Il ministro della difesa greco parla di timori di guerra civile, e a mio giudizio non a torto.
Siamo tutti in finestra a guardare gli eventi, e nessuno può avanzare alcuna ipotesi di sviluppo degli stessi, al momento.
E veniamo alla mia opinione.
Io mi posso definire un dietrologo, ovvero penso che nulla accada per caso e ci sia sempre qualcuno 10 passi avanti a noi, che abbia già progettato gli scenari condizionandone i cambiamenti.
In questo caso specifico Tsipras, così come Grillo in Italia, o Iglesias (Podemos) in Spagna, potrebbe essere un cavallo di Troia (per rimanere in tema), utile a convogliare le energie di protesta di gente che realmente non ne può più e potrebbe divenire pericolosa per i poteri forti.
Nessuno dei signori sopracitati, mette nei loro programmi l'uscita dall'euro, solo Le Pen in Francia...
Ora, il punto sta qui e di conseguenza l'onestà intellettuale.
La Grecia, come esempio, non è un paese che può rispettare in alcun modo i parametri dell'UE, a meno che non si definiscano nuove regole, riscrivendo di sana pianta i trattati.
Piccola precisazione: io a suo tempo lessi tutto il trattato di Maastricht (cosa che consiglio ai più volenterosi), da cui si evince nero su bianco che a comandare in Europa sulla politica monetaria sono le banche (BCE), in qualità di "ENTE SOVRANAZIONALE" ...Quindi privati che decidono il nostro futuro...
Ok torniamo sul pezzo.
La Grecia non ha alternative, o chiede il cambiamento delle regole, oppure DEVE uscire dall'euro per salvarsi.
Ne più ne meno.
L'euro così come concepito è una camicia di forza, che accontenta probabilmente ben pochi paesi.
Ora capirlo è semplice, non mettere in pratica alcun movimento per tagliare queste catene è disonesto.
Ne più ne meno.
Potremmo girarci intorno, spendere fiumi di parole per specificare tutto il dettagliabile, ma la sostanza è questa.
Altro aspetto, l'ipocrisia del progetto Europa.
Io non amo la globalizzazione, sono un fautore delle differenze, non ambisco ad un futuro di razza unica, dove le peculiarità di un popolo pian piano si annullerebbero per far posto ad un essere umano omologato.
L'europeista ambisce all'unione politica, strizzando l'occhio agli USA dove lo stato federale unisce sostanzialmente un popolo senza storia.
I paesi europei sono pieni di storia, di guerre combattute, di differenze lampanti.
Voglio dire che un conto è il metter su una serie di misure per facilitare gli scambi commerciali, economici, turistici nel miglior rispetto della civiltà, un conto è volere costringere popoli a dividere lo stesso tetto dopo troppo passato dietro a segnare un confine simbolico.
E' un male? Io dico di no, perchè mai lo sarebbe?
Io voglio essere italiano con le mie caratteristiche, fiero della mia storia e di ciò che sono grazie al mio passato. Se l'Italia ha portato nel mondo gioia, dal cinema, alla moda, alla cultura, non credo lo debba all'UE (anzi oggi stiamo svendendo ogni eccellenza italiana per causa di...), ma alla propria particolarità, genialità, talento, e stesso vale per gli altri paesi europei, del mondo direi.
Il sistema italiano non è perfetto? Va bene così, magari è proprio per ciò che Enzo Ferrari è riuscito a produrre le sue opere d'arte...Chi può dirlo.
E poi, semmai, saranno gli italiani a migliorare il proprio paese, democraticamente.
La storiella del "siamo tutti fratelli abbracciamoci" ho l'onestà di dire che non è mai stata un mio desiderio.
Quando vedo la bandiera blu con le stelline non provo nulla, francamente.
Insomma, per me è evidente che l'UE, almeno così come concepita, è stata voluta da persone che avevano in mente tutt'altro che il bene dei popoli e vorrei dedicare molte più righe per spiegare perchè e per come, ma questo è un blog di felicità, quindi un posto non adatto a dibattiti politco-economici.
La Grecia uscendo dall'euro ce la farebbe, ne sono convinto, così come ce l'ha fatta fino al 2000; certo dovrà riprendere ad essere autonoma, ristabilendo le 4 fabbriche di pomodori che esistevano nell'isola di Kos e che oggi non ci sono più, grazie a Carrefour...
Deve ricominciare a raccogliere le mandorle dall'albero del proprio giardino invece di andarle a comprare al supermercato perchè più facile (storia vera).
I greci in fondo, nonostante l'euforia dei soldi facili, iniettati scientificamente dai pusher europei & c., hanno ancora la loro genuinità e forza per tornare ad equilibri più umani, in linea con la loro filosofia di vita.
Banalizzo volutamente, in quanto si ci sarebbero da fare dei distinguo e delle correzioni al sistema, ma non sono importanti per ciò che voglio sostenere...Il popolo greco è proprio l'esempio che il mondo intero dovrebbe prendere per rifondare un nuovo ciclo di sostenibilità, solo che facciamo finta di non capirlo, anzi stigmatizziamo.
Concludo dicendo che nonostante la mia dietrologia amo illudermi come i bambini, voglio credere nel caos e che quindi nonostante un architetto feroce che progetta, fa e disfa, ci sia la speranza di un battito d'ali irrefrenabile che possa metter fine ad ogni egemonia negativa e distruttiva.
Il NO dei greci può essere quella farfalla.
Buon vento a tutti