Domande frequenti e tecniche

Il blog nasce da poco, ed è principalmente per aiutare i lettori del libro a trovare più risposte possibili ad eventuali dubbi sul "cambio vita" e non solo.
Quindi...Facciamolo insieme!
Ponete voi le domande e noi cercheremo di rispondere come potremo.
Che inizi l'avventura allora!




44 commenti:

  1. Sono curioso di sapere di più sulla barca:
    modello, attrezzatura, come la avete scelta..
    ciao
    mao

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    1. Guarda Mao il libro già darà una bella scremata alla tua domanda.
      Non è per stimolarne l'acquisto, ma proprio perchè il blog nasce come integrazione a tutto ciò che il libro stesso non dice per ovvi motivi di spazio e altrettanto ovvia assenza di dibattito.
      Comunque a esser sintetici la barca è un Ovni41 del 1987 attrezzata a sloop; l'abbiamo scelta facendo il giro delle sette chiese in tutta Europa! Ti basta? :-D
      Scherzi a parte la scelta della barca è profondamente un fatto soggettivo e ognuno adocchierà quella che risponderà meglio alle proprie personalissime esigenze.
      Certo aver girato quasi due anni e avendone viste "seriamente" almeno 48, comprenderai significhi non cogliere la prima cosa che ti passa sotto gli occhi!
      Ciaooo e in bocca al lupo

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  2. ciao, mi chiedevo se hai preso la patente nautica???
    Oliviero.

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    1. Ciao Oliviero,
      si be certamente sia io che mia moglie Başak
      Ma prima abbiamo preferito frequentare tutti i livelli di corsi di vela, in quanto ritenevamo (lo riteniamo tuttora) fosse più saggio saper andare a vela che esibire un documento. ;-)
      restiamo a disposizione e dicci cosa ne pensi del libro quando l'avrai letto
      ciao e buon vento
      ps. se ti va parlaci un po' di te

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  3. Buongiorno! Grazie per la pronta risposta.
    In effetti ho fatto lo stesso. Nel senso che amante del mare mi sono avvicinato alla vela e poi ho pensato di farmi la patente. Cosa che a questo punto credo proprio farò.
    Credo quella senza limiti. Che dici?
    Io sono un designer senza fissa dimora, o almeno vorrei tanto fosse così...ma certamente non ho bisogno di stare in ufficio e posso lavorare da qualsiasi posto. E questo mi ha sempre affascinato. Per cui un'opzione è VIVERE IN MOVIMENTO.
    Non so ancora se in caravan o in barca però? Voglio dire che in barca credo sia più affascinante ma anche molto più impegnativo e stancante.
    Voi vi fermate dove capita o avete un porto di riferimento? Mi sono sempre chiesto come dev'essere sapere che non hai un luogo tuo dove sai che puoi ritirarti e fermarti un po'? Oppure se non si sente il bisogno e l'unica cosa che desideri è navigare?

    Mi chiedevo inoltre se avete preferito cambiare residenza o se avete mantenuto tutto in Italia?
    Come fate quindi con posto barca ecc.?
    Immagino però che nel libro ci sia scritto tutto.

    Sicuramente appena lo avrò letto Vi scriverò.
    Grazie anche per il confronto.
    Oliviero.

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    1. Ciao Oliviero
      Io direi senza limiti senz'altro...lo sforzo è simile per cui chiudi la pratica al massimo e fine.
      Fai delle domande molto interessanti e profonde direi, e si nel libro spero troverai risposte più ampie
      Però nello specifico posso dirti che sono questioni talmente personali, emotivamente parlando, che nessuno potrebbe risponderti con obiettività: noi non siamo mai fermi in un porto! Sempre all'ancora in qualche rada e se serve in qualche rada "super protetta" meglio di un porto (navighiamo certo ma non siamo una scheggia impazzita, ci piace anche poltrire da qualche parte ;-) )...E ci sentiamo di essere liberi di ritirarci nel nostro guscio come se fosse un qualsiasi altro mezzo o casa!
      Ma credo anche un caravan o una tenda o una baita o un appartamento in città...Si perchè ripeto il mezzo è un mezzo e rimane tale e deve rispondere alle tue esigenze.
      Al momento la residenza è in Italia ma pensiamo di spostarla, anche qui dipende da te e da fattori personali.
      Attendo la tua opinione sul libro e buon studio...
      Giampaolo

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  4. Ciao Giampaolo,
    grazie del confronto e dei consigli.
    A risentirci allora a lettura avvenuta.

    Buon vento a Voi!
    Oliviero

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    1. Rieccomi!
      come promesso ho letto il vostro libro...che dire, tante domande e la curiosità è tanta.
      Intanto il libro è molto utile se per chi come me da sempre pensa al mare come "l'altro elemento".

      Se non è troppo vorrei continuare questo scambio blog epistolare.
      Posso iniziare dal tipo di barca? Esiste la barca definitiva? Oppure anche in vetro-resina va comunque bene? mi rendo conto che non è una cosa banale e Voi infatti avete optato per l'alluminio.
      Che fare?
      Grazie,
      Oliviero

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    2. Ciao Oliviero,
      Fai delle domande difficili! ;-D
      La barca definitiva non esiste, ti risponderanno in molti...e in parte è vero, nel senso che una barca perfetta non esiste! Cioè, facciamo un esempio, se tu volessi ogni comfort simile ad una casa allora dovresti salire di metratura, aumentando costi su tutti i fronti e nei casi estremi aumentare l'equipaggio! C'è chi ama avere il comandante a bordo ma capisci che la storia cambia e francamente si perderebbe il magico cocktail scaturente dall'esser soli con gli elementi eccetera...
      Ti ho fatto l'esempio più "ricco" per farti capire che anche nel caso "Onassis" la perfezione non esisterebbe.
      Però puoi puntare questo si ad una barca che rispecchia portafoglio e cuore e direi che è già abbastanza.
      E con ciò rispondo anche alla tua domanda sul materiale: noi abbiamo effettuato una scelta molto ragionata, ma come specifico non è una tappa obbligatoria. Il mare è pieno di vagabondi su plastica, ferro, legno, ferrocemento e alluminio, quindi vai sereno ma certo se il tuo orizzonte è dipinto di vagabondaggio più o meno rigido cerca di tener conto dei miei ragionamenti scritti sul libro.
      Vai avanti così
      Buon vento
      G&B

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    3. Cari G&B,
      grazie mi siete molto di aiuto.
      Siccome le domande sono tante se non Vi dispiace continuerò a scriverVi poco per volta...

      Per la barca, anche fossi un milionario non acquisterei una barca grande perché ho capito che, soprattutto in solitaria, piccolo è meglio!
      Se non altro più gestibile. Il libro mi ha aiutato in tal senso a capire e ad orientarmi su ciò che meglio si addice al progetto.
      Adoro la vostra Yakamoz in alluminio, ma si vedrà, anche perché il salto di prezzo non è piccolo.
      Intanto mi sono iscritto al corso per conseguire la patente senza limiti, poi l'anno prossimo, sperando di passare l'esame..., inizierò a fare qualche tragitto noleggiandomi una barca. Solo dopo penso comincerò a cercare l'armo.
      Comunque di certo l'alluminio, anche leggendo da varie fonti, è quello che prevede meno manutenzione.
      Tant'è, di certo è anche in base alle tasche!
      Volevo dirVi che nel pezzo del libro dove parlate di fare il passo non da vecchi ma appena se ne sente la possibilità, mi sono sentito al momento giusto. Infatti ho 39 anni e già da un paio ho questa attrazione. Quindi spero di iniziare al massimo dall'anno prossimo o poco più in là.
      E qui la domanda sul tipo di lavoro. Facendo il designer mi chiedo se possibile secondo Voi continuare a fare la stessa attività? Uso molto internet pertanto il mio grande dubbio è se si riesce senza banda larga a trovare una valida alternativa?
      Anche perché di fare crociere in futuro ospitando persone a bordo potrebbe essere un'idea ma al momento la sto scartando proprio perché come Vi ho scritto vivo col cane e sono molto solitario e forse avere estranei nella "mia casa galleggiante" potrebbe togliermi quel senso di libertà che cerco.

      Grazie ancora per i consigli.
      Buon vento,
      Oliviero.

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    4. Ciao Arturo,
      scusa per questa risposta tardiva ma proprio non avevo notato la domanda.
      Lavorare con internet in Egeo in particolare, è possibilissimo: ogni dove troverai ottime postazioni wifi, spesso gratis al costo di un caffè, o se ben organizzato "a scrocco" dopo il primo caffè ;-D...Senza considerare che in Turchia la pennetta vola letteralmente: noi vediamo film in streaming senza problemi o parliamo via Skype come se stessimo ad una linea fissa!
      ...Si fa si fa, e buon anno!

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  5. Ho letto il suo libro che mi è stato molto utile, visto che sto per intraprendere un percorso simile al vostro con la mia ragazza. Ma mi è rimasto un dubbio: le tasse per la propirietà della barca non vengono nominate nella lista delle spese annuali. E' una dimenticanza o grazie a una scelta particolare di immatricolazione della barca riuscite a esserne esentati? Mi interesserebbe molto visto che sto valutando quale sia il paese in cui convenga risultare "residenti" e quindi dove immatricolare l'imbarcazione.
    Grazie anticipatamente,
    Marco Pelosi

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    1. Salve Marco (do del lei sol per adeguarmi all'ospitato nel blog ;-) ); le tasse a cui si riferisce sono state volutamente omesse nel libro (come credo anche altri particolari non presenti in buona fede dati i tanti troppi aspetti che ruotano intorno a una barca: ho cercato invece di fornire un quadro generale al lettore), in quanto anch'esse soggette a scelte individuali; inoltre lo stesso stato in cui si preferisce risiedere puo' applicare o meno tassazioni di sorta, a seconda della barca, della vetustà, dei metri ecc. ecc., che come nel caso dell'Italia, per esempio, vede il legiferatore applicare la tassa un anno e poi (oggi) toglierla!
      Buon vento a te e alla tua compagna, credimi elemento importantissimo per la scelta che stai intraprendendo: l'unione fa la forza.
      Giampaolo

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  6. Grazie mille per la risposta e concordo con il pensiero che fare una scelta del genere in due sia al tempo stesso bellissimo ma anche pressochè fondamentale!
    A presto per altri consigli e chiarimenti ;)

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  7. Ho letto il tuo libro, complimenti...davvero bello, scrivi molto bene ma, noto, poche indicazioni specifiche, ad esempio il perche' delle varie scelte in navigazione,( che condizioni meteomarine vi erano in quel momento, provenienza del vento,...), delle attrezzature... (prendiamo a caso il dissalatore: che marca di dissalatore hai montato e il perche' della scelta? quanto ti e' costato? problematiche eventuali nel montaggio? visto che lo usi che suggerimenti daresti nell'uso dello stesso? ne sei soddisfatto o se potessi lo cambieresti con uno diverso e perche'?) ...penso che il lettore, come me, possa "vivere" il tuo bellissimo libro con maggiori partecipazione nel confrontarsi e mettersi in discussione, al solo e costruttivo fine di puro avido imparare sempre piu'. Forse sbaglio?
    Complimentio ancora per il Vostro coraggioso e splendido esempio, credimi bello poterVi seguire e vivere con voi le scelte, riflessioni ed emozioni che percorrete.
    Un patecipatissimo BUON VENTO
    eli

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  8. ciao eli,
    grazie per i complimenti sono contento ti sia piaciuto
    guarda in un libro come potrai immaginare non si puo' essere dettagliati in tutto, a meno che non si stia scrivendo un manuale tecnico; di conseguenza ho preferito essere più preciso possibile sulle questioni emotive e pratiche del cambio vita che non indicare la marca del "bullone" ;-) , cosa che se avessi avuto la possibilità di fare avrei volentieri prodotto, ma allora l'editore mi avrebbe linciato... :-D
    Ed ecco che appunto nasce il blog, per dare maggiori risposte come tu desideri!
    Per il dissalatore io consiglio Spectra, è il massimo della tecnologia a 12 volt e che puoi mandare avanti con i pannelli solari; i componenti sono brevettati e con materiali all'avanguardia per l'ambiente marino molto aggressivo; lo istalli senza grossi problemi; per i costi dipendono dal modello, dagli optionals, dal fatto se lo istalli tu o un tecnico appunto; il modello base è un 30lt/ora più che sufficiente alle esigenze normali di bordo; lo usiamo ogni 3 giorni e beviamo anche l'acqua appositamente switchata dai serbatoi allo spillatore diretto del dissalatore, acqua con cui riempiamo bidoni di plastica da 5 lt (quelli pieni d'acqua commerciale acquistati al supermercato), perchè i serbatoi benchè puliti non possono garantire una igiene al 100% per bere (si potrebbe mettere un ulteriore filtro purificatore a valle cioè proprio all'uscita del rubinetto della cucina, ma noi preferiamo così); soddisfattissimi e non lo cambierei per nessun'altra marca, perchè è una cosa su cui non mi sentirei di risparmiare e considera anche la garanzia e assistenza valida in tutto il mondo.
    ciao e a presto
    G
    ps. io però continuo a ripetere che in Mediterraneo, in Egeo del dissalatore se ne puo' fare anche a meno: tante persone, anzianotti persino, si armano di taniche e ogni tanto riempiono col tender alla prima fontanella...Si puo' fare!

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  9. Ah un'altra cosa...dimenticavo. Sono solo col cane. Siccome hai scritto che l'unione fa la forza , ma si sa non è una cosa automatica la vita in due, devo dedurre che la vita in solitaria anche se col cane, è troppo dura?
    grazie,
    Oliviero.

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    1. Se sei solo con un cane direi che stai alla grande!
      Non scherzo, cioè ovvio che un partner sia la condizione preferibile e completante, ma conosco diversi navigatori solitari che in realtà non lo sono proprio per via del loro amato fido.
      Un/a compagno/a si può trovare lungo la rotta e anche qui di esempi ce ne sono (vedi Ernest), oppure ti piacerà recitare il ruolo più classicheggiante del marinaio, ogni porto un'avventura!
      Insomma Arturo dipende da come sei caratterialmente e dal punto in cui ti trovi nella vita, quindi vai sereno direi anche perchè sono scelte talmente grandi che se davvero non te la dovessi sentire lo capirai esplicitamente te l'assicuro
      A disposizione buon vento
      G&B

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  10. Ciao Giampaolo, prima di tutto: Gran Libro !!! credevo fosse un libro da velisti per velisti... in realtà ritengo sia tutt'altro; dovrebbero leggerlo tutti quelli che sono presi "dalla frenesia estrema della vita" (classica frase) e che si ammazzano di lavoro credendo "erroneamente" che così va la vita (è chiaro che non tutti possono essere nella situazione di poter cambiare...).
    Ritengo che il libro, almeno nel mio caso, sia "illuminante" , per certi versi. Anch'io avevo in testa mille idee per "cambiare vita", vista la "crisi" anche nel mio settore (sistemista informatico), ma dopo la lettura (in pochissimo tempo e non sono un lettore assiduo, anzi...) mi si è "aperta" la mente.

    Vorrei fare una serie di domande tecniche, ma sarebbero troppe, fra tutte diciamo 3:
    1. oltre al classico primo corso di vela ed alla patente senza limiti che anch'io farò, quali e quanti corsi hai fatto (ormeggi, altura, altro) quali?
    2. capisco andare in economia e, diciamo, possedere una certa manualità, d'accordo, ma, con tutta la mia buona volontà non saprei neanche da dove iniziare a "sistemare" una barca (nemmeno che attrezzi comprare) quindi mi chiedo come tu sia riuscito a revisionare lo scafo ed a fare tutta quella manutenzione in economia di cui parli nel libro.
    3. se siete partiti "all'avventura" diciamo così inesperti come sembra nel libro, dove hai preso tutte le nozioni necessarie per viaggiare in altura (pratiche da eseguire quando entri in un marina, tasse da pagare nei vari paesi, ecc.)

    Già avevo questa "malsana" (in senso positivo) idea, ma dopo aver letto il tuo libro spero di riuscire a fare il "gran salto" nei prossimi 3/5 anni!

    grazie a presto Beppe

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    1. Ciao Giuseppe,
      grazie per i complimenti che fanno sempre piacere, splendida conferma di aver raggiunto altre anime affini.
      Visto che sei sul piede di "guerra" veniamo al sodo.
      1) Non ti addannare troppo sui corsi, penso che se già porti a termine quelli da te indicati sei pronto per prendere il largo perchè questa è la verità; il grosso dell'esperienza te la farai navigando e non c'è corso che può spiegartelo.
      Comunque noi abbiamo scelto all'epoca di seguire tutti i corsi possibili per ampliare la nostra fame, per cui fino all'altura poi sfociata nella Chartago; nessun corso d'ormeggio anche se aleggiava nelle nostre menti ma poi non c'è stato il tempo, e certamente la patente.
      2) Si può fare!...Se proprio non riesci a usare un cacciavite direi di cambiare passione, ma se non ti spaventa fare un buco col trapano sul muro, infilare uno stop e appendere un ripiano, allora sei a buon punto!
      Anche per questo argomento tutto viene da sè, perchè la voglia e la gioia di voler imparare per una passione che è di più, cioè una scelta di vita, basteranno a guidarti.
      All'inizio certo è più dura però grazie ai consigli del perito e di amici prima studi, poi capisci, di conseguenza non ti spaventi e compri il necessario: se su un libro di bricolage ti spiegano come realizzare un mobiletto di legno, poi di solito troverai scritto anche quali attrezzi acquistare, e su internet credimi troverai di tutto, specialmente su siti di vela dove nei forum sezione tecnica ci sono tanti appassionati più esperti e pronti ad aiutarti, vedrai...non è poi così complicato, e tu che sei un 'sistemista' non troverai difficoltà a 'sistemare' una barca.
      Comunque per quel che conta io sono qui.
      3) Stessa risposta per differente domanda. Studi, studi, studi, chiedi, leggi, nei forum velici trovi le esperienze di altri e poi io devo dire di avere un vantaggio, ho un ottimo navigatore (Basak) che si sobbarca del lavoro in questione (ma questo non significa che non sia in grado di farlo, non sarebbe serio e il mare esige che tutti devono saper far tutto)...Ma anche qui, a costo di apparire facilone, vedrai non sarà tanto complicato, credimi devi solo iniziare e poi...
      Vai per la tua malsana idea e portala a compimento, sarà la più bella cosa che ti capiterà di fare nella vita, probabile, e capirai quanto sia più giusto e corretto ragionare "malsanamente".
      A presto e buon vento
      G&B

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  11. Buongiorno Gianpaolo, a te, e alla tua signora. Oggi vado in città, per comprare il tuo libro, so già, che mi coinvolgerà come sempre, le storie di mare. Di una cosa sono certo, se fosse vissuto ai nostri giorni, il grande decano dell'arte marinaresca, scomparso 17 anni fa, ti avrebbe senz'altro valutato alla pari, se non di più, al suo compagno di avventure, Henry Wakelam, durante la loro gioventù, e le loro scorribande. Cordiali saluti.

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    1. Franco, grazie per le belle parole
      Apprezzo pur con un certo imbarazzo il "dissacrante" accostamento a Moitessier, ma oltre dirti che è stata una pietra miliare per i nostri sogni, posso certo sentirmi in linea con lui elettivamente parlando...Andare oltre a ciò il paragone è insostenibile ;-)
      bv
      Giampaolo

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  12. Caro Gianpaolo, sono stato frainteso! non mi e mai venuto in mente di accostarti a lui, e tantomeno accostare altri a Lui. Stavo semplicemente cercando di dirti, visto la tua buona manualità a bordo, che te la sei cavata in diverse circostanze, anche con la tua inventiva, che ti avrebbe paragonato al suo compagno di ventura Henry Wakelam, che risolveva, in modo disinvolto qualsiasi problema a bordo, e perciò nè deduco che non hai letto il primo libro, che il grande navigatore a scritto: (UN VAGABONDO NEI MARI DEL SUD). Sono certo che tu mi capirai, che non era mia intenzione un simile accostamento, per altro, molto pretenzioso, e di volermi perdonare di non essermi espresso in modo chiaro. Sarò sempre un vostro ammiratore. Cordialmente Franco.

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    1. Ciao Franco, non no tu ti sei spiegato bene sono io che ho letto male con troppa "emozione" le tue parole...Anche l'accostamento a Wakelam credimi è troppo!
      Ma comunque continuo a ringraziarti lo stesso per la stima
      bv
      Giampaolo
      ps. Non scherzare...Un vagabondo dei mari del sud non saprei dirti quante volte l'ho letto ;-)

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  13. Ciao Giampaolo

    i miei complimenti per il libro li ho già fatti su FB ma li rinnovo volentieri qui sul blog.
    Volevo approfittare della vs. consocenza della Turchia per chiedervi info sull'obbligo dei serbatoi acque nere/grigie. Sulla mia ho installato quello delle acque nere ma non delle grigie e ovviamente sarebbe un bel problema doverlo installare. Voi come avete risolto?
    Grazie
    B.V.

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    1. Ciao Ruggiero,
      grazie per i complimenti.
      Il problema delle acque nere in Turchia è un'annosa questione, che ogni tanto esce fuori a seconda del legislatore.
      Perchè, ad esempio, esiste anche una delimitazione delle zone di navigazione fuori della quale l'obbligo non c'è! Il punto è che probabile più si vada avanti e più detta zona si estenda.
      Non entro nel merito dell'utilità del serbatoio in quanto in effetti una volta che lo si usa si apprezza veramente questa che secondo me è una forma di educazione e di rispetto proprio del popolo "radista": ne approfitto per chiarire il fatto che a meno di avere una portaerei il serbatoio grande che sia non potrà mai garantire un'autonomia di molti giorni; ne consegue che di notte e attenti che non vi sia qualche bagnante da "spaghetto di mezzanotte", tutte le barche aprono la "cloaca", o di giorno in navigazione.
      La normativa invece chiede di recarsi presso un marina/porto attrezzato per lo svuotamento! Ma per l'assunto di cui sopra si risolverebbe nello stare fermi dentro un marina! Tolto il fatto che non dappertutto ci sono strutture a stretto giro di miglia, per una barca a vela.
      Insomma la normativa c'è, ma all'atto pratico viene "gestita" dal buon senso dell'autorità di controllo. Più probabile che controllino i caicchi o megabarche, queste si e giustamente aggiungo, nella possibilità e dovere di non inondare una rada con migliaia di litri di...
      Per le acque grigie ancora non mi risulta l'obbligo quanto meno per il diportista, ma potresti o creare un collegamento con le acque nere (quindi utilizzare un unico serbatoio dove far confluire nere e grigie) oppure soprassedere.
      Mettiamola così, è meglio che ti prepari a interagire correttamente in caso di controllo: "scarico a 3 mg dalla costa", "uso i servizi igienici di quel caffè a terra..." , "ho il mio portapotti!", "uso stoviglie di carta e quindi non uso saponi"... ecc. ecc.
      Discorso diverso se avere o meno la "bluecard" (mavicard): ecco qui anche c'è molta nebbia, in quanto la normativa prevede che tu l'abbia a bordo, ma in vari forum (ti consiglio di frequentare ybw, dove sono presenti molti velisti che girano in Egeo) qualcuno consiglia di non prenderla per non entrare nel database...Noi l'abbiamo fatta dopo tanti dubbi, perchè un uccellino ci ha confermato che oramai la guardia costiera in caso di controllo la esige proprio come fosse un documento di bordo: e se non hai la patente nautica son dolori no?! :-)
      Caro Ruggiero, come vedi anche noi si vive un pò alla giornata confidando nel buon senso dell'applicazione di detta normativa e usando noi stessi il giusto atteggiamento, ma da qui a poterti indicare soluzioni e comportamenti precisi non possiamo.
      Posso solo aggiungere che al momento non ci risultano "multone" avvenute nei confronti di stranieri diportisti umani (non oltre 13/14 mt di barca per intenderci); ma nel web è facile che qualche leggenda possa saltar fuori. Resta sempre che ciò che è vero oggi può non esserlo domani.
      A presto e b.v.

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  14. Ciao Giampaolo

    come siete messi con i certificati di sicurezza? La barca batte bandiera italiana? O il RINA è un lontano ricordo? Premesso che quello che serve alla sicurezza viene fatto a prescindere dal certificato, mi pongo il problema dal punto di vista assicurativo, loro (le assicurazioni) si appigliano a qualsiasi cosa pur di non pagare.
    Siccome ho notizie di rinnovi del certificato all'estero ai limiti dell'umana sopportazione volevo avere notizie da voi. La bandiera Belga è una delle opzioni alternative.
    Un abbraccio a te e Basak

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    1. Ciao Janara,
      ti consiglierei senz'altro bandiera belga, risparmi tanto e non stai dietro al RINA...noi per dire revisioniamo la zattera da soli e quando ci pare, forse meglio dei professionisti per cui...
      Si probabile che le assicurazioni possano attaccarsi a cento cavilli, è il loro mestiere, ma d'altronde non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, un po' di sano fatalismo va messo in conto
      Un abbraccio e buon vento
      G&B

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  15. Ciao sono Roberto,
    felice comandante di Standbyme da diversi anni nell'Egeo (la barca mentre io per 10 mesi all'anno a lavorare a Roma).
    Ho letto il tuo libro e volevo chiederti chiarimenti relativi alla necessità di istallare serbatoi delle acque nere nelle acque Turche. E' proprio necessario? Ci sono sanzioni ? Tu hai adottato soluzioni ?
    Poi...quali sono i posti più belli dove soggiornare a Ottobre, e dov'è un buon cantiere per alare la barca (grandezza uguale alla vostra) ?
    A presto e grazie.

    Roberto

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    1. Ciao Roberto,
      benvenuto a bordo!
      Per le acque nere leggiti la risposta data a Janara il 27 dicembre 2013 (un paio di post più su): ovviamente noi abbiamo il serbatoio acque nere ma ciò non ci salverebbe in caso di controlli mooolto puntigliosi...
      Detto ciò molti amici non ce l'hanno ma non frequentano troppo la Turchia e quindi quando capita se la rischiano...
      Soggiornare in barca a Ottobre? Direi Gocek e Fethiye senz'altro...Kekova, Kastellorizo ecc. insomma ce n'è tranquillo
      Per l'alaggio non potrei che consigliarti il "nostro" yat marin di Marmaris, seri e convenienti il giusto a fronte di un'eccezionale qualità www.yachtmarin.com
      A presto e buon vento
      G&B

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  16. Ciao Giampaolo

    la procedura per la bandiera belga è partita, abbiamo scelto di farlo da soli senza agenzia e per ora va bene, vedremo come andrà a finire.
    A proposto di 500€.
    Ok che sono "pochi" ma come li gestite? Cioè carta di credito, conti correnti (in Italia o in Turchia o tutti e due), contante etc. etc.
    Sto cominciando ad organizzarmi anche su questo fronte perchè passato il prossimo inverno lascereno per sempre la ns scrivania e mi sono posto il problema di come avere a disposizione i soldi che servono quotidianamente senza avere una cassaforte in barca.
    Un abbraccio a te e Basak da Ruggiero e Stefania

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    1. Ciao cari,
      guarda è un non problema, nel senso che appunto trattandosi di somme risibili benchè importantissime, le gestisci prevalentemente come credi opportuno: contanti, conto online anche stesso in Italia, e se non ha costi carta di credito.
      Credimi lo ribadisco è un non problema, e poi certo del tutto soggettivo ;-)
      G&B
      ps. aggiornateci sui vostri passi!

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  17. Ciao Giampaolo
    due sono le cose o scrivi un altro libro (ti do anche il titolo "navigare in Egeo H24") o dovrò ancora romperti qui sul blog ;-)
    Cime a terra : cime (galleggianti ?) tirate fuori all'occorrenza o nastro in poliestere su rotolo a poppa. Quanto lunghe?
    Io uso cime galleggianti ma non c'è niente da fare si aggrovigliano sempre nel momento meno adatto. Poi col fatto che vado a terra a nuoto.....
    B. V.

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    1. Janara, per scrivere un altro libro dico no grazie! :-D
      Mai dire mai, ma è veramente un impegno non indifferente e che devi amare e come sai io già ho la fotografia che al momento cattura tutto il tempo disponibile...
      E il blog invece (anche se langue nella parte "entertainment") sta qui proprio per dare risposte a domande precise, quindi non preoccuparti.
      Cime a terra: scuole di pensiero...soldi...esperienze personali
      Soldi perchè le galleggianti costano e noi non abbiamo mai avuto occasione neanche di prenderle in considerazione, più che altro per il fatto che a bordo avevamo tante ma tante cime, tra ormeggio, vecchie drizze o scotte...credimi tante, al punto che ogni anno ci disfiamo/regaliamo quelle che pensiamo essere peggiori di altre.
      Ma le galleggianti avrei voluto provarle: ora che tu mi dici che si aggrovigliano, allora grazie lascio stare anche il pensiero.
      Inoltre...Acquistare una cima galleggiante allo scopo porta a compiere il primo errore, e cioè lo stesso che si compie automaticamente prendendo la fettuccia, lunghezza totale continua.
      Come avrai letto nel libro, ci capitò una notte di doverci liberare di corsa, e mentre con le mie tante drizze/scotte da 12/15mt l'una, ho potuto sciogliere una gassa (tutta la mia linea è fatta così, pezzi da 12/15mt collegati tra loro a gasse), la seconda linea costituita da fettuccia (per carità molto pratica per il fatto che la arrotoli nell'apposito avvolgitore...) l'ho dovuta tagliare!
      La fettuccia ha anche il difetto che non essendo galleggiante ha la tendenza a infilarsi nell'elica, e non è un gran bel divertimento...
      Non solo, la fettuccia se c'è un po' di vento inizia a vibrare facendo un casino che si sente a lunghe distanze...
      Quindi...io la fettuccia ce l'ho in eredità con la barca, ma non la uso quasi più, tranne per situazioni specifiche; viva le cime giuntate a gasse, scioglibili e riducibili all'occorrenza.
      Per averle pronte all'uso, scopiazzando le soluzioni eleganti degli yacht nuovi e lucidi, ovvero l'avvolgitore a tamburo tutto bello in inox costoso, mi recai da uno ship chandler e gli chiesi in regalo un tamburo di plastica, quello che usano loro per vendere le cime a metraggio per intenderci e che tendono a buttare una volta finita la cima...è una soluzione simpatica e che poi ho visto a bordo anche di altri "furbacchioni"...ma poi, alla fine, dato il fatto che le cime hanno le gasse, si crea una matassa non indifferente che andava a strofinare su delle parti del mio pulpito di poppa ( magari invece sulla tua no problem) e insomma avendo lo scopo di rendere la richiesta di cima automatica, con poca trazione del nuotatore intento all'impresa, questo sistema poteva incastrarsi richiedendo la mia presenza/controllo comunque, nel mentre Basak era in acqua...
      A quel punto ho capito che il sistema migliore e più comodo per noi è quello più antico, cioè addugliare tutta la linea facilmente in spiaggetta, e poi fissarla al pulpito di poppa con una cimetta e un moschettone: semplice, pulito e molto marinaio ;-). Servono le cime a terra? Apri il moschettone, prendi l'addugliata la butti sulla spiaggetta e le cime restano molto pulite e pronte per essere srotolate a favore del nuotatore...alla fine tu quando fai manovra in retro arrivi al punto desiderato, lasci un po' di retro per non far andar troppo avanti la barca richiamata dalla catena, il nuotatore a quel punto si tuffa e tu (o chi per te dato che sei tu a nuotare) dai una mano senza problemi al nuotatore...ma ripeto almeno per noi è così (totale linea circa 90mt anche più)
      Se non c'è vento poi, fai tutto anche da solo salendo sul tender e con calma...ecco perchè tanti metri a disposizione...la barca può girarsi e mettersi di prua a terra, ma se tu hai i metri vai, con calma, assicuri all'albero e poi torni a bordo e pian piano tonneggi e fine
      Spero di essere stato chiaro
      Alla prossima
      G&B

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  18. Chiarissimo, trasparente come l'acqua (credo e spero) delle baie in cui ormeggiate :-)
    Grazie
    Un abbraccio da Stefania & Ruggiero

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  19. Ciao ragazzi
    Come prosegue la stagione?
    Volevo chiedervi se avete in barca delle bici e se si di che tipo.
    Grazie
    B. V.
    Ruggiero e Stefania

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    1. ciao a voi...
      la stagione prosegue bene direi nonostante un'estate un po' "strana"...
      argomento biciclette: le abbiamo valutate tantissime volte, informandoci su quelle in alluminio (facile troverai ancora sul mercato quelle marcate ikea, fatte come regalo ai dipendenti che subito rivendettero... :-D )...ovviamente parliamo di pieghevoli e da pochi kg...
      Alla fine abbiamo desistito e al momento nessuna intenzione di prenderne...
      Perchè se non fai vita di porto, è difficile che ti metti a sbarcare col tender e bici al seguito...poi spesso vai a fare cambusa e quindi che ci fai con le mini senza un carrello o cesto adeguato?
      Poi dopo giorni in barca magari preferisci usare le gambe camminando...
      Insomma valutata bene la statistica di effettivo utilizzo abbiamo deciso essere un vezzo ingombrante e pressochè inutile per noi
      Un abbraccio e bv
      G&B

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  20. Ciao sono franco, volevo sapere se il vostro libro è disponibile anche in ebook. Perché l'ho cercato su internet senza trovarlo. Ciao e buon vento !!!

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    1. Ciao Francesco, purtroppo ancora no anche se l'editore credo lo abbia in programma.
      Il cartaceo invece in ogni libreria o su amazon, ibs ecc. fammi sapere cosa ne pensi ;-)
      ciao e bv
      Giampaolo

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  21. Ciao G&B rivedo oggi il blog dopo mesi...
    Nel frattempo (come vi scrissi ancora il 17-novembre-13) ho impegnato il primo semestre 2014 per prendere la patente entro e contestualmente senza limiti (che fatica....), ma ce l'ho fatta ! :-)).
    Ora manca una cosa assolutamente insignificante....... l'esperienza !

    Prima di tutto come va il vostro girovagare per il mediterraneo?
    Ho letto che per il 2014 prendevate qualche passeggero pagante... è andata bene?

    Seconda cosa: mi chiedevo se al tempo della vostra decisione avevate fatto i conti sul risparmio effettivo annuale (indicativamente) relativo al fatto di:
    non avere più una casa (quindi tasse, spese varie)
    no auto (gomme, assic, tagliando, bollo, carburante, etc)
    no spese di riscaldamento
    no commercialista
    altre spese fisse che non ho indicato...

    Così giusto per avere un'idea indicativa (poi è chiaro che il tutto è commisurato alla casa e alla persona e quindi molto soggettivo)

    Dopo aver letto il tuo libro come ti scrissi mi si è "aperto un mondo"; un altro modo di vedere le cose di tutti i giorni.
    Però forse non sono così "estremista"... intendo che non sono sicuro che potrei vivere (anche se non solo ma con mia moglie) in barca 8 mesi l'anno (o magari si ma dovrei provare).
    La mia idea è più quella di avere una base fissa (chessò ad esempio magari in Grecia piuttosto che in Sardegna o Malta bo..) e poi partire per una due tre settimane per poi rientrare altrettanta pausa e poi ripartenza e così via.

    (SEMPRE PECUNIA PERMETTENDO...)
    A presto e buon vento
    PS: ma d'inverno (Novembre-Marzo) rientrate sempre su terraferma?

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    1. Ciao Giuseppe,
      complimenti per la patente, e un obiettivo è raggiunto ;-)
      L'Egeo è grande e per assurdo alla fine della stagione provi sempre la sensazione di non aver visto nulla...
      Quest'anno ampio spazio a lavori vari, anche in acqua per aggiornare e tenere al passo Yakamoz e se possibile migliorarla (e tante cose sono in pentola, in teoria)...qualche miglia sotto la chiglia la si mette sempre e gli amici che ci accompagnano non mancano mai...
      Le tue valutazioni sui costi sono giuste, e infatti fu proprio il totale favorevole a spingerci di mollare la casa...Per rispondere anche ai tuoi dubbi sull'estremismo direi che una volta trovata la barca, potreste provare a giocare...nel senso di fare una simulazione effettiva e trasferirvi anima e bagagli a bordo, mantenendo la casa pronta ad accogliervi
      Poi vedrete voi...
      Si in linea di massima in inverno rientriamo sempre, per via delle famiglie e dei miei impegni artistici
      Un abbraccio virtuale e cerca di visitare di più il blog o la pagina FB, così nel caso di altre presentazioni potreste leggerne e passare a trovarci
      B&G

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  22. Salve ragazzi,
    Sto intraprendendo una strada simile alla vostra. In questo momento sono in francia per vedere due ovni. Uno uguale al vostro, l'altro un OVNI 40 del 1985. I dubbi sono tanti e magari parlare con qualcuno che c'è già passato potrebbe aiutare. Come possiamo parlare di cose private (prezzo, problemi, etc.)
    Grazie
    Christian

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    1. ciao Christian, in questi giorni vediamo di trovare 2 minuti, anche se difficile in quanto stiamo lavorando, ma intanto manda una mail a gp.gentili@gmail.com e poi leggi il libro che già qualche risposta te la da
      Buon proseguimento di ricerca e a presto
      GG

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